Associazione Nazionale Allevatori della Razza Frisona, Bruna e Jersey Italiana

ANAFIBJ Plaude alla Nomina di Ettore Prandini a Presidente dell’AIA

COMUNICATO STAMPA ANAFIBJ

L’Assemblea AIA del 19 maggio 2026 ha eletto il nuovo consiglio per il prossimo mandato e, con esso, è stato nominato il nuovo Presidente Ettore Prandini, affiancato dai vicepresidenti Franco Aceto e Claudio Destro. Il presidente di ANAFIBJ, Fortunato Trezzi, plaude a questa prestigiosa nomina al vertice dell’unico ente terzo delegato in Italia, storica associazione allevatori che ora ha al vertice 3 soci di ANAFIBJ. 


Trezzi auspica la massima collaborazione con AIA nel consolidare e tutelare l’eccellenza della selezione delle razze bovine da latte sin qui raggiunta, augurando che l’investimento genetico sia garantito in tutte le filiere produttive, con il ruolo deciso delle DOP economy. 


Il neopresidente Prandini ha dichiarato: “Assumo questo incarico con la consapevolezza che la zootecnia italiana rappresenti un presidio economico, sociale, ambientale e territoriale decisivo per il Paese. Abbiamo la zootecnia più sostenibile in Europa, dobbiamo difendere e promuovere questo modello. Aia deve parlare a tutti gli allevatori e a tutte le filiere: latte, carne, uova, produzioni di qualità, razze autoctone e sistemi territoriali. La priorità sarà rafforzare il reddito delle imprese, sostenere l’innovazione, promuovere benessere animale e biosicurezza e consolidare un modello produttivo fondato su dati affidabili, qualità, sostenibilità e trasparenza». 


La zootecnia italiana affronta una fase di trasformazione profonda. In molti comparti diminuisce il numero delle aziende, mentre aumenta la dimensione media degli allevamenti e cresce il bisogno di servizi tecnici, strumenti digitali e capacità di lettura dei mercati. La sfida non riguarda un solo settore: interessa bovini da latte e da carne, bufalini, suini, ovini, caprini, avicoli e l’intero sistema delle produzioni zootecniche nazionali. Per Prandini il nuovo corso dell’Aia dovrà rafforzare la capacità dell’Associazione di essere infrastruttura tecnica nazionale della zootecnia: «L’Associazione italiana allevatori deve essere sempre di più la casa dei dati, della selezione, dei controlli funzionali, dei laboratori, della consulenza tecnica e della rappresentanza di una zootecnia moderna e competitiva. Il dato non è un adempimento: è uno strumento di reddito, programmazione, tracciabilità, miglioramento genetico e tutela del lavoro degli allevatori». 


L’innovazione dovrà quindi essere affrontata in modo trasversale. Sensoristica, sistemi di zootecnia di precisione, genomica, analisi di laboratorio, piattaforme gestionali, interoperabilità dei dati e strumenti di supporto alle decisioni possono migliorare produttività, prevenzione sanitaria, qualità delle produzioni e organizzazione del lavoro in tutte le filiere. La frontiera non è raccogliere dati, ma renderli affidabili, confrontabili e utilizzabili dagli allevatori, dalle Associazioni regionali, dalle Associazioni nazionali, dalla ricerca e dagli stakeholder di filiera. 


«L’Aia vuole essere – ha concluso Prandini – un punto di convergenza aperto e concreto tra Allevatori, filiere, istituzioni, ricerca, medici veterinari, industria agroalimentare e distribuzione. Solo con un lavoro comune potremo difendere il patrimonio zootecnico italiano, aumentare il valore riconosciuto agli Allevatori e garantire un futuro competitivo e sostenibile a tutte le nostre filiere».


 

 

 

20 maggio 2026